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C.I.S.Bi.T.

Centro Internazionale Studi di Biomeccanica Teatrale
Vsevolod Emil’evic Mejerchol’d (3/3)

In occidente, accanto ai numerosi studiosi che hanno fatto conoscere storicamente l’opera di Mejerchol’d (ricordiamo, in Italia, Angelo Maria Ripellino e Fausto Malcovati), versioni della Biomeccanica Teatrale, importata dagli appunti di Lee Strasberg, sono apparse filtrate ed estremamente parziali e incomplete già alla fine degli anni ’60 con il Living Theatre di Julian Beck e successivamente a fine anni ’70 con la ricostruzione da appunti e fotografie di Mel Gordon.

Solo negli anni ’90 con la caduta della cortina di ferro, il Maestro Gennadi Bogdanov, allievo prediletto del M° Kustov e suo erede artistico, ha fatto conoscere al mondo il complesso processo pedagogico costruito da Mejerchol’d, chiarendo e correggendo le interpretazioni errate, e mostrando quello che appunti ed osservazioni non sono mai in grado di cogliere e descrivere.

La volontà di Mejerchol’d era quella di far nascere una nuova tradizione teatrale, come quelle millenarie dei teatri asiatici; per questo motivo non scrisse mai in modo sistematico della sua pedagogia per paura di interpretazioni grossolane e superficiali e di “cialtroni” che la potessero insegnare senza averla mai provata sulla propria pelle e usata come unica base per il proprio mestiere di attori.

Per la sua rilevanza registica e pedagogica, Mejerchol’d è oggetto di studio nelle università e centri di ricerca di tutto il mondo, considerato dal mondo teatrale come il padre fondatore del teatro contemporaneo insieme a Stanislavskij.

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