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Biografia di Vsevolod Emil'evic Mejerchol'd
1874 Nasce a Penza, il 10 Febbraio, ottavo figlio di un proprietario di distilleria, di origine tedesca.
1890 Partecipa ad alcuni
spettacoli filodrammatici interpretando fra l’altro Repetilov in “Che
disgrazio l’ingegno!” di Griboedov (anche aiuto regista).
1892 Muore il padre e la situazione economica della famiglia diventa difficile.
1895 Termina il ginnasio a
Penza, si trasferisce a Mosca e si iscrive alla facoltà di
giurisprudnza. In estate torna a Penza e continua la sua attività
filodrammatica.
1896 Sostiene l’esame di
ammissione alla scuola di recitazione della Società Filarmonica
moscovita, diretta da Nemironovic-Dancenko e viene ammesso al secondo
anno. Sposa Olga Michajlovna Munt.
1898 Terminato il corso (ha
come compagni Olga Knipper che diventerà moglie di Cechov e Moskvin)
viene scritturato da Stanislavskij e Nemirovic-Dancemko, fondatori del
Teatro d’Arte. Il suo primo ruolo è quello del principe Suiskij ne “ Lo
zar Fedor Joannovic “ di A. K. Tolstoj, spettacolo inaugurale del nuovo
teatro.
1898-1902
Lavora come attore nel
Teatro d’Arte, interpretando 18 personaggi, fra cui il principe
d’Aragona ne “ Il mercante di Venezia” di Shakespeare, il marchese di
Forlimpopoli ne “La Locandiera” di Goldoni, Treplev ne “Il gabbiano” di
Cechov, Tiresia in “Antigone” di Sofocle, Ivan il Terribile in “La
morte di Ivan il Terribile” di A. K. Tolstoj, Tuzenbach in “Le tre
sorelle” di Cechov, Petr in “Piccoli boghesi” di Gor’kij.
1902-1904 Esce dal Teatro
d’Arte, organizza una propria compagnia (Compagnia del nuovo dramma) e
si trasferisce in provincia, prima a Cherson poi a Tiflis. Mette in
scena circa 170 lavori, fra cui “Tre sorelle”, “Zio Vanja”,”Il
gabbiano”, “Ivanov”, “Il giardino dei ciliegi”, di Cechov, “I
villeggianti”, “Bassifondi” di Gor’kij, “La potenza delle tenebre”di L.
N. Tolstoj e altri lavori di Ostrovskij, Hauptmann, Ibsen, A. Tolstoj,
Schnitzler, Maeterlink. Affianca all’attività di regista anche quella
di attore.
1905 Viene invitato da
Stanislavskij a dirigere al suo fiaco il Teatro-Studio, una filiale
del Teatro d’Arte con intenti sperimentali. Vengono preparati due
spettacoli, “La morte di Tintagiles” di Maeterlink e “Schluck” e
“Jau” di Hauptmann. Il teatro non viene aperto per varie ragioni, fra
cui una certa perplessità di Stanislavskij sui risultati della
compagnia e considerazioni di carattere politico (rivoluzione 1905).
1906-1907 Viene chiamato a
Pietroburgo da Vera Komissarzevskaja, una delle più grandi attrici del
primo Novecento, come principale regista del suo teatro. Mette in scena
13 spettacoli fra cui “Hedda Gabler” e “Casa di Bambola” di Ibsen,
“Suor Beatrice” e “Il miracolo di Sant’Antonio” di Maetedlink, “Il
baraccone da fiera” di Blok, “Vita di un uomo” di Andreev “Risveglio di
primavera” di Wedekind, “La vittoria della morte”di Sologub. La
collaborazione con l’attrice si rivela sempre più difficile e culmina
con l’estromissione del regista dal teatro prima del termine del
contratto.
1908-1918 Viene chiamato come
regista ai Teatri Imperiali, dove lavora ininterrottamente per dieci
anni. Mette in scena al Teatro Aleksandrinskij lavori di Hamsun,
Molière, L. N. Tolstoj, Sologub, Pinero, Lermontov (il famoso “Ballo in
maschera” andato in scena alla vigilia della rivoluzione), Z. Gippius,
Calderon, Shaw, Ostrovskij, Suchovo-Kobylin, Ibsen; al teatro
Mariinskij inizia la sua attività di regista lirico mettendo in scena
“Tristano e Isotta” di Wagner, “Orfeo e Euridice” di Gluck, “Elettra”
di Strauss, “La fanciulla di neve” di Rimskij-Korsakov. La maggior
parte delle scenografie è firmata da A. Golovin.
1913 Esce “Teatro: libro sul nuovo teatro”, raccolta di articoli, gran parte dei quali pubblicati negli anni precedenti.
Mette in scena al Teatro Chatelet di Parigi “La Pisanella” di G. D’Annunzio (in francese) con Ida Rubistein come protagonista.
1913-1918 Accanto al lavoro
registico nei Teatri Imperiali, svolge attività pedagogica e
sperimentale, aprendo uno Studio dove fra le materie inserisce
tecniche del movimento, commedia dell’arte, lettura ritmica, uso della
maschera. Nei saggi pubblici mette in scena fra l’altro due
lavori del poeta simbolista Aleksandr Blok, “La sconosciuta” e “Il
baraccone da fiera”.
1914-1916 Esce una rivista da
lui diretta, “L’amore delle tre melarance ”, dove con lo pseudonimo di
Dottor Dappertutto svolge attività pubblicistica.
1915-1916 Inizia l’attività
cinematografica: firma la regia de “Il ristratto di Dorian Gray” tratto
dal romanzo di Oscar Wilde ( interpreta il personaggio di lord Henry) e
“Un uomo forte” tratto da un racconto di Przybyszewski (interpreta il
poeta).
1917 Aderisce alla
rivoluzione e partecipa all’organizzazione e all’attività di alcune
associazioni artistiche rivoluzionarie (Associazione Operatori
Artistici, Associazione registi, ecc.).
1918-1919 Dirige la Sezione
Teatrale del Narkompros (Commissariato per l’istruzione popolare) a
Pietrogrado, dopo che la Sezione centrale si è spostata a Mosca.
Diventa membro del partito.
1918 Nel primo anniversario della rivoluzione mette in scena con una compagnia di fortuna “Mistero buffo” di Majakovskij.
1919 Arrestato dai
bianchi durante un periodo di cure nel sud della Russia, viene detenuto
nella prigione di Novorossijsk.
1920-1921 Torna a Mosca dove
Lunacarskij gli affida la direzione della Sezione Teatrale del
Narkompos di Mosca, carica che tiene un solo anno. Organizza un teatro
che chiama Teatro RSFSR I. Mette in scena “Albe” di Verhaeren e
“Mistero buffo” di Majakovskij (seconda versione).
1921 Organizza un Laboratorio
registico (GVTM: Gosudastvennye Vysie Rezisserskie Masterskie) dove
continua i suoi esperimenti sul movimento e la mimica. Comincia a porre
le basi teoriche della biomeccanica. fra gli allievi c’è Zinajda Rajch,
che diventerà la sua seconda moglie e interprete dei suo principali
spettacoli.
1922 Con un gruppo di allievi
fonda il Teatro dell’attore, dopo la chiusura per ordine governativo,
del Teatro RSFSR I. Mette in scena “Casa di bambola” di Ibsen e “Le
cocu magnifique” di Crommelink. Esce un suo scritto in forma di
brossura “L’emploi dell’attore”.
1923-1938 Nasce il Teatro
Mejerchol’d, dove il regista lavora fino alla chiusura, firmando le sue
regie più famose: “La foresta” di Ostrovskij (1924), “D.E.” di
Erenburg e Kellermann (1924), “Il maestro Bubus” di Fajko (1925), “Il
Mandato” di Erdman (1925), “Il revisore” di Gogol’ (1926), “Che
disgrazia l’ingegno!” di Griboedov (1928), “La cimice” di Majakovskij
(1929), “Kommandarm 2” di Sel’vinskij (1929), “Il bagno” di Majakovskij
(1930), “Ultimo decisivo” di Visnevskij (1931), “L’elenco delle
benemerenze” di Olesa (1931), “L’introduzione” di German (1933), “Le
nozza di Krecinskij” di Suchovo-Kobylin (1933), “La signora delle
camelie” di Dumas (1934), “Trentatrè svenimenti” tre atti unici di
Cechov (1935). Nel 1936 e 1937 lavora alla messa in scena di “Boris
Godunov” di Puskin e “Come fu temperato nell’acciaio” di N.
Ostrovskij, ma entrambi gli spettacoli non vengono autorizzati.
1930 Esce un suo breve scritto “La ricostruzione del teatro”.
1932 Iniziano i lavori per la
costruzione di un grande teatro, il cui progetto è studiato dal regista
con un gruppo di architetti. Non verrà portato a termine: oggi è una
sala da concerti.
1933 Nuova edizione al Teatro Puskin di Leningrado di “Un ballo in maschera” di Lermontov.
1935 Mette in scena al Piccolo Teatro d’opera di Leningrado “La dama di picche” di Cajkovskij.
1938 Viene chiuso per ordine governativo il Teatro Mejerchol’d
1938-1939 Viene chiamato da
Stranislavskij a dirigere il Teatro d’opera Stanislavskij. Completa la
messinscena di “Rigoletto” che Stanislavskij lascia inconpiuta (muore
nel 1938).
1939 Viene arrestato.
1940 Muore fucilato.
1955 Viene ufficialmente riabilitato come vittima della repressione stalinista.
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