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Applicazioni

La Biomeccanica Teatrale non è uno stile.

Storicamente lo stile recitativo del Teatro di Mejerchol'd, aderendo alle idee dapprima del simbolismo e inseguito del futurismo, del costruttivismo, dello strutturalismo e parallelamente interessandosi degli studi di Taylor e Pavlov sul produttivismo e riflessologia, si allontana dal naturalismo e realismo stanislavskiano.

Nella pratica, il rivoluzionario regista russo, partendo dalle tradizioni artistiche secolari, chiamate dallo stesso  «Teatro della Convenzione» ibridandole tra loro e innestandovi elementi delle nuove avanguardie, crea un complesso stile di recitazione, sicuramente grottesco e in alcune messinscena (ad esempio ne «Il Magnifico Cornuto») meccanico e marionettistico, il cui scopo è quello di mostrare una nuova vita scenica capace di esprimere, con la potenza della metafora espressivo - teatrale, quello che il solo testo non riusciva a trasmettere.

La forza di un metodo, tuttavia, come per le teorie scientifiche, sta nella sua universalità e applicabilità in ogni tipo di stile e spettacolo e il  complesso sistema di educazione della Biomeccanica teatrale, tecnica che aiutava gli attori di Mejerchol'd a superare il quotidiano, è tuttora ed è stato il punto di riferimento delle ricerche artistiche dei più grandi uomini di teatro, da Grotowski ad Eugenio Barba, dal Living Theather a Carmelo Bene, da Nekrosius a Vassiliev e Fomenko, andando spesso in parallelo con altri sistemi recitativi, come quello di Etienne Decroux, o anticipando, come nel caso di Tadeuz Kantor, nuove strade per la ricerca teatrale.

Oggi la Biomeccanica Teatrale di Mejerchol'd è utilizzata come stistema di riferimento educativo in tutto il mondo non solo in teatro da un numero sempre maggiore di attori e registi, ma anche da cantanti lirici, ballerini e artisti circensi.


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